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| Itinerario della Maiella |
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| Scritto da Staff |
| Giovedì 07 Febbraio 2008 09:33 |
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Presentazione Il tour si sviluppa costeggiando il lato orientale ed occidentale del gruppo della Maiella. Si alternano mutevoli paesaggi; centri abitati ricchi di pregevoli testimonianze di un nobile passato; risonanze letterarie e storiche; alone di leggenda e di fosche imprese di briganti. La Maiella è il maggior gruppo appenninico dopo il Gran Sasso d'Italia; massiccio di forma tondeggiante e con vasti pianori al di sopra dei m. 2.000 (valle di Femmina Morta), è inciso soprattutto nel versante orientale da profondi valloni. La flora e la presenza di rare specie animali appenniniche (lupo, orso bruno morsicano, aquila reale, camoscio d'Abruzzo, cervi e caprioli) hanno portato dapprima all'istituzione di riserve naturali e successivamente alla creazione del Parco nazionale della Maiella. Descrizione Da CHIETI m. 330 si lascia sulla sinistra Bucchianico m. 371 con alcune interessanti chiese; a maggio si tiene la “sagra dei Bandenesi“, di origine medioevale. La strada serpeggia tra rialzi e depressioni, in un continuo saliscendi, e offre ripetute occasioni di belle vedute panoramiche. L'itinerario prosegue per Guardiagrele m. 576. Si allunga su uno sperone di fronte al versante orientale della Maiella, con architettura in pietra, pittoreschi scorci, vastissimi e improvvisi panorami. In passato fu borgo di fonditori di campane, maestri del ferro battuto e orafi. Bocca di Valle m. 647 dove si trova un singolare sagrario-grotta, decorato da piastrelle dipinte. Proseguiamo verso Pennapiedimonte m. 669 tutto a scalette con una parrocchiale del 700. Paesetto, appoggiato sul fianco orientale della Maiella, con una sola strada di accesso che arriva sino alla chiesa, una bianca parrocchiale settecentesca. Da qui si può ammirare uno splendido panorama sulle colline sottostanti. L'abitato è attraversato da una stradina molto ripida e stretta nella quale i mezzi meccanici possono transitare solo se necessario e con gran difficoltà. Per il resto, il paese è percorso da numerose e erte scalinate.Nella parte alta del paese, punto di inizio di alcuni sentieri che portano verso la Maiella, possiamo vedere alcune rocce scolpite dalla natura. Tra splendidi paesaggi, la Maiella verso destra a la distesa di colline verso sinistra scendiamo a Fara San Martino m. 440, incuneata tra i monti. Si ricomincia a salire quasi impercettibilmente. Ai piedi del Monte Amaro, Lama dei Peligni m. 669, da dove, superato il paese è possibile imboccare una breve deviazione per la cabinovia alla Grotta del Cavallone, detta anche “della figlia di Jorio“ perché ricordata nella tragedia di D'Annunzio. Si prosegue quindi lungo la cosiddetta “tagliata degli Abruzzi“ che corre in un paesaggio privo di vegetazione, del tutto nudo, desolato eppure suggestivo. Una strada a mezza costa con il dirupo della Maiella sulla destra e bellissimi paesaggi sulla sinistra. A Palena m. 767 troviamo la bella settecentesca chiesa del Rosario. Al valico della Forchetta m. 1.270 termina la salita e muta il paesaggio, e la strada, spesso rettilinea, attraversa estese praterie pianeggianti. Ci si immette nell'altipiano di Quarto Grande. A pochi metri dal valico troviamo la stazione ferroviaria di Palena. Attraversato l'altipiano troviamo Pescocostanzo m. 1.395 e proseguiamo fino ad arrivare a Rivisondoli m. 1320, arrampicato sul Monte Calvario, celebre per la manifestazione natalizia del “Presepe vivente“. E' località di sport invernali. Nella Parrocchia di San Nicola vi si trova un prezioso altare intagliato e cinquecentesca croce professionale in argento. Nei pressi la Chiesa di Santa Maria della Portella. Visitato Rivisondoli, ci si dirige a Roccaraso, a un'altitudine superiore ai m. 1.250. Riprendiamo in direzione di Sulmona e quindi attraversiamo la lunga e verde distesa del Piano delle Cinque Miglia, 9 Km. Di strada avvolta nella leggenda, teatro di gesta di briganti nel XIX sec., scenario di mortali tempeste di neve, dominio di branchi di lupi in un non lontano passato. Un tempo, il passaggio obbligato delle diligenze dall'Abruzzo a Napoli. Ci permette di vedere località agricole, industriali, artigianali e industriali. Tutti luoghi ridenti pieni di colori e sapori. Tra saliscendi si spazia da quote prossime dai 400 ai 2000 m. Il massiccio della Maiella, il secondo per altezza e importanza dell'Abruzzo, offre tutto questo e altro ancora. Si inizia a scendere, abbastanza ripidamente, verso Roccapia m. 1100 , si continua per Pettorano sul Gizio m. 625, dai bei costumi femminili tradizionali, poi verso la conca di Sulmona in cui il panorama si offre alla vista con, sullo sfondo, il Gran Sasso e i Monti del Morrone. Giunti a Sulmona m. 405, dopo una visita della città ci si dirige verso Pacentro m. 686, dove arriviamo dove si arriva dopo una breve salita. Pacentro è posto alle falde del M. Marrone e dominante la conca di Sulmona ed è sormontato dalle torri del Castello Cantelmo sec. XV. Riprendiamo a salire ripidamente verso il Passo San Leonardo m. 1.282 Dopo alti e bassi inizia la discesa verso Sant'Eufemia a Maiella m. 878, immersa nei boschi. Successivamente, troviamo Caramanico Terme m. 650 incastonato nella valle dell'Orta, tra le montagne del Marrone, a ponente, e la Maiella a levante. E' un'attrezzatissima stazione termale con ottime strutture ricettive. A San Valentino in Abruzzo Citerione m. 457, la parrocchiale dei SS. Valentino e Damiano, su disegno di Luigi Vanvitelli, e, nei dintorni, grotte di interesse paleontologico. Infine una visita all'Abbazia di Santa Maria in Arabona, in prossimità di Manoppello, quindi ritorno a CHIETI. |
| Ultimo aggiornamento Giovedì 07 Febbraio 2008 12:33 |