CONSORZIO PER LA TUTELA E VALORIZZAZIONE DEL “CANESTRATO DI CASTEL DEL MONTE”
Nel
Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
La
denominazione “Canestrato di Castel del Monte” è riservata
al formaggio a pasta dura ottenuto da latte ovino crudo
prodotto in conformità alle condizioni ed ai requisiti
stabiliti dal disciplinare di produzione approvato dal Consorzio.
La qualità,
la tipicità e le caratteristiche del “Canestrato di Castel
del Monte” sono legate alla combinazione delle condizioni
ambientali, tecniche di allevamento, alimentazione naturale del
bestiame e trasformazione del latte secondo tecniche tradizionali.
La cultura della transumanza e delle relative
produzioni casearie appartiene alla storia dell’Abruzzo, ma è
nell’area del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga che
si trova la località pastorale estiva per eccellenza: Campo
Imperatore.
Sui pascoli del Gran Sasso sono state censite ben
300 essenze foraggere; questa eccezionale varietà e il clima
secco delle quote maggiori hanno favorito nei secoli l’allevamento
ovino e la transumanza da altre regioni, e specialmente dal
Tavoliere pugliese.
Migliaia di ovini, prevalentemente derivati
dall’antica e pregiata razza spagnola “Merinos” e attualmente
soprattutto di razza Sopravvissana e Gentile di Puglia
e successivi incroci con altre razze ovine con maggiori attitudini
lattifere, popolano, dalla fine della primavera a inizio autunno, il
pascolo più alto dell’Appennino.
La transumanza
L’allevamento transumante è ben documentato
già in epoca romana e finanche nei periodi precedenti. L’epoca
d’oro di questa attività si ebbe, però, tra il XVI e
XVII secolo quando le pecore che dall’Abruzzo scendevano in Puglia
raggiunsero quasi 4 milioni di capi. Castel del Monte, fu di fatto la
capitale della transumanza appenninica. Quasi tutti gli uomini del
paese d’inverno seguivano le mandrie nel Mezzogiorno nelle
migrazioni stagionali e rimanevano lontano da casa per quasi otto
mesi all’anno.
Un ottimo pecorino
Con il latte ovino, ancora oggi lavorato a crudo per
salvaguardare tutte le essenze e sapori di pascoli e foraggi di
così
alta qualità, si produce un ottimo pecorino: il Canestrato di
Castel del Monte.
Questo pecorino preparato nella zona del Gran Sasso
dall’antica popolazione italica dei Vestini, era già famoso
ed apprezzato in epoca romana. Il Corno Grande, la cima più
elevata della catena, tra gli antichi, era conosciuto come Mons
Fiscellus, probabilmente per la sua somiglianza alle fiscelle, i
tipici cestini di giunchi utilizzati per dare forma al formaggio.
Oggi il Canestrato è prodotto dai pastori
stanziali del versante meridionale del Gran
Sasso che praticano la transumanza verticale, tra la Piana e i
pascoli ai piedi della montagna.
La zona di produzione del “Canestrato di Castel del Monte” è
costituita dal versante meridionale aquilano del Gran Sasso nei
territori dei Comuni di Barisciano, Calascio, Carapelle Calvisio,
Castel del Monte, Castelvechio Calvisio, L’Aquila per le
frazioni di Filetto, Paganica, Camarda ed Assergi, Ofena, San Pio
delle Camere, Santo Stefano di Sessanio e Villa Santa Lucia